Diritto
Foto di matrimonio e privacy: cosa devi sapere
Chi raccoglie foto degli ospiti tratta dati personali. È meno drammatico di come suona. Ma ha delle conseguenze.
Appena raccogli e conservi foto di persone, stai trattando dati personali. Vale per il gruppo WhatsApp esattamente come per qualsiasi galleria. Non è un motivo per farsi prendere dal panico, ma conviene sapere prima un paio di cose, invece di chiarirle dopo.
Questo è un orientamento che viene dalla pratica, non una consulenza legale. Nel dubbio chiedi a qualcuno che ne risponde.
Da privato di solito resti fuori
Il regolamento europeo sulla protezione dei dati esclude espressamente il trattamento «effettuato da una persona fisica per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico». Un matrimonio privato di regola ci rientra. È il motivo per cui nessuno deve tenere un registro dei trattamenti per la festa di famiglia.
L’eccezione però non regge più appena la cosa diventa commerciale: festa aziendale, festa di club annunciata pubblicamente, tutto quello che organizza un’impresa. Allora valgono le regole normali, compreso il contratto di nomina a responsabile del trattamento con il fornitore.
Il diritto all’immagine vale comunque
Il punto che quasi tutti si dimenticano: anche dove il regolamento europeo non ti tocca, ti tocca il diritto all’immagine. Diffondere foto di persone riconoscibili richiede il loro consenso, e «diffondere» comincia prima di quanto la maggior parte pensi.
Dentro una galleria chiusa, che vedono solo gli ospiti della festa, la cosa non è problematica. Lo diventa quando le foto da lì finiscono su Instagram. La frase che risolve è corta e va sul cartoncino accanto al QR code:
Le foto restano fra noi. Per favore non caricarne nessuna da qualche altra parte.
Non è una garanzia giuridica, ma fissa l’aspettativa, e nella pratica le persone la rispettano, se gliela dici.
I bambini sono il caso delicato
Le foto dei figli di altri non dovresti metterle in una raccolta che vedono altri ospiti senza aver chiesto ai genitori. È meno una questione di diritto che una che altrimenti il giorno dopo ti pone qualcuno.
In pratica: se la tua galleria ha una moderazione, per questo caso accendila. Così le nuove foto restano prima da te, prima di diventare visibili.
Tre domande tecniche da fare al fornitore
- Dove stanno i dati? Server dentro l’Unione europea ti risparmiano tutta la discussione sui trasferimenti verso paesi terzi. Chiedi del posto preciso, non dell’indirizzo della società.
- Cosa succede alla fine? Ogni galleria ha una durata. Interessante è quello che viene dopo: le foto te le riporti a casa, e poi vengono davvero cancellate?
- Chi arriva alle foto senza avere il link? La risposta onesta, da quasi tutti i fornitori, è: le immagini vengono servite attraverso una rete di distribuzione, e chi conosce l’indirizzo di un’immagine può aprirla. Un codice d’accesso protegge la pagina, non il singolo file. A chi sostiene il contrario converrebbe fare qualche domanda in più.
Cosa c’è dentro le foto
Una foto fatta con il telefono contiene più del soggetto: ora dello scatto, modello dell’apparecchio e, a seconda delle impostazioni, le coordinate GPS. A un matrimonio il luogo dello scatto non è un segreto. Nelle foto fatte in casa di un ospite può esserlo.
Noi teniamo gli originali volutamente intatti, perché sono il file che poi si porta in stampa. Quello che ne nasce per la visualizzazione è un file nuovo senza quei dati aggiuntivi. Chi vuole andare sul sicuro, prima di passare a qualcuno un singolo originale, controlla cosa c’è dentro.
La versione breve
- Festa privata: stai tranquillo, ma di’ agli ospiti che le foto restano fra voi.
- Ambito commerciale: ti servono un contratto di nomina a responsabile del trattamento e una base giuridica.
- Bambini: nel dubbio modera.
- Fornitore: server nell’Unione europea, cancellazione chiara, risposta onesta sulla raggiungibilità degli indirizzi delle immagini.
La nostra informativa sulla privacy descrive come lo facciamo in concreto.