Idee
Sfide fotografiche: il gioco che porta le foto migliori
Dieci piccoli incarichi, una barra di avanzamento e una classifica: viene fuori un gioco che dura tutta la sera. Quali funzionano e quali imbarazzano.
Le sfide fotografiche sono piccoli incarichi per gli ospiti: «Fotografa le scarpe più belle della serata.» Lo scopo è molto concreto: fanno nascere immagini che altrimenti non farebbe nessuno, perché a nessuno verrebbe in mente.
E vanno a finire male con grande affidabilità, se scegli quelle sbagliate.
Con la barra di avanzamento e la classifica, dagli incarichi viene fuori un gioco che dura tutta la sera, dal primo piatto alla pista da ballo. Come si assegnano i punti sta più sotto. Prima gli incarichi, perché un gioco con gli incarichi sbagliati è soltanto un gioco imbarazzante.
Cosa deve saper fare un incarico
Tre qualità, esattamente in quest’ordine:
- Si risolve senza coraggio. Nessuno deve rivolgere la parola a qualcuno per portarlo a termine. Nel momento in cui un incarico chiede di superare una barriera sociale, lo fanno solo le tre persone che stavano già parlando con tutti.
- Ha esattamente una risposta giusta per persona. «Il tuo posto a tavola» porta ottanta immagini diverse. «Una bella foto» porta ottanta varianti della stessa.
- Mostra qualcosa che la serata si mangia. Gli addobbi prima di cena. Le scarpe prima della pista da ballo. La torta ancora intera. Due ore dopo, quelle immagini non esistono più.
Dieci incarichi che funzionano
- Quello che vedi dal tuo posto
- Gli addobbi del tuo tavolo, prima che vadano in disordine
- Un dettaglio che quasi tutti si perdono
- Le scarpe sotto la tua sedia
- Due persone che stanno ridendo
- Il buffet prima che qualcuno lo tagli
- Qualcosa scritto a mano
- Lo sguardo verso fuori
- Il tuo bicchiere e quello che ha accanto
- Un’immagine senza nessun volto dentro
L’ultimo è un trucco. Fa nascere immagini d’atmosfera (mani, luce, stoffa, angoli della sala), e sono proprio quelle che mancano in quasi ogni raccolta di matrimonio, perché tutti puntano alle persone.
Incarichi che falliscono rumorosamente
- «Fatti un selfie con gli sposi.» Quella sera la coppia viene fotografata senza sosta comunque, e l’incarico produce soprattutto una cosa: la fila.
- «Trova qualcuno che non conosci.» Sembra un’idea simpatica, per un ospite timido è un motivo di esclusione.
- «L’immagine più divertente della serata.» Dà un giudizio, non dà un soggetto, non dà un momento. Non torna quasi mai indietro.
- Tutto quello che ha l’alcol come battuta finale. Il giorno dopo è ancora lì, e sta accanto alle foto dei nonni.
Quanti? Dieci.
Dieci è un buon numero. Abbastanza perché ognuno trovi qualcosa che gli somiglia, abbastanza pochi perché la lista resti leggibile in un colpo d’occhio. Oltre i venti non li legge più nessuno e tutti prendono il primo.
Anche l’ordine conta: il primo incarico decide se qualcuno continua a leggere. Deve essere il più facile, non il più originale.
Da dieci incarichi nasce un gioco
Una lista è una lista. Diventa un gioco grazie a due cose, che devono vedersi: il proprio avanzamento e la posizione degli altri.
La barra di avanzamento è sempre attiva. Appena gli ospiti vedono quanti incarichi hanno chiuso, in tanti si mettono a completare la lista. Non per ambizione, ma perché un avanzamento iniziato ha un’aria fastidiosamente incompiuta. È un riscontro sul proprio operato, nessuno può averne da ridire, e per questo non c’è nemmeno un interruttore.
La classifica è la gara, e conta gli incarichi chiusi, non le immagini. È la regola più importante del gioco: chi carica cinque foto per lo stesso incarico resta con uno. Se contasse le immagini, alla fine vincerebbe semplicemente chi ha fotografato di più. Quello non è un risultato, è una scheda di memoria.
Un incarico risulta chiuso appena un ospite ha caricato una propria immagine per quell’incarico. Le immagini ancora in attesa di approvazione contano lo stesso: la moderazione è una coda, non un verdetto, e un avanzamento che all’improvviso torna a zero, per l’ospite, si legge come un errore. Solo se un’immagine viene nascosta, l’incarico esce di nuovo dal conteggio.
La classifica per gli ospiti è disattivata di serie, e non per caso: una gara sta bene a un matrimonio e a un compleanno, ma non a un funerale e non a un evento aziendale, dove in sala siede anche una gerarchia. Chi organizza la classifica la vede comunque sempre, anche quando gli ospiti non la vedono. È lo strumento con cui alla fine si assegna il premio.
Così diventa una serata
- Annunciate un premio prima. Non deve costare niente: la prima fetta di torta, la bottiglia del vino buono, il posto accanto agli sposi al dessert. Un premio trasforma una richiesta in un invito.
- Dite una volta quando si comincia. Bastano due frasi fra il secondo e il dessert: è il momento in cui sono tutti seduti e i telefoni stanno già sul tavolo.
- Leggete ad alta voce una classifica parziale. Chi è in testa e con quanti incarichi. Costa venti secondi, e parte la seconda ondata.
- Assegnate il premio prima del ballo, non dopo. Passata la prima ora di pista, nessuno fotografa più incarichi.
E se non partecipa nessuno?
Allora quasi sempre manca l’annuncio. Le sfide fotografiche sono l’unico elemento che qualcuno deve nominare una volta ad alta voce: due frasi fra il secondo e il dessert. Senza quelle, la lista resta una pagina che nessuno apre.